Emergenza coronavirus – decreto legge 25 marzo 2020 n. 19 “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”

– Gazzetta Ufficiale n. 79 del 25 marzo 2020

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il documento prevede la possibilità di approvare alcune misure al fine di contenere e contrastare i rischi sanitari e il diffondersi del contagio, con validità su tutto il territorio nazionale o su specifiche parti di esso, per periodi predeterminati non superiori a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al termine dello stato di emergenza (fissato al 31 luglio 2020 con delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020).

L’applicazione delle misure potrà essere modulata in base all’andamento epidemiologico del predetto virus, secondo criteri di adeguatezza specifica e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente.

Tra le misure adottabili rientrano:

– la limitazione della circolazione delle persone, il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione per i soggetti in quarantena perché contagiati e la quarantena precauzionale per le persone che hanno avuto contatti stretti con soggetti contagiati;

– la sospensione dell’attività, la limitazione dell’ingresso o la chiusura di strutture e spazi aperti al pubblico quali luoghi destinati al culto, musei, cinema, teatri, palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, impianti sportivi, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi, parchi, aree gioco, strade urbane;

– la limitazione, la sospensione o il divieto di svolgere attività ludiche, ricreative, sportive e motorie all’aperto o in luoghi aperti al pubblico, riunioni, assembramenti, congressi, manifestazioni, iniziative o eventi di qualsiasi natura;

– la sospensione delle cerimonie civili e religiose e la limitazione o la sospensione di eventi e competizioni sportive, anche se privati, nonché la disciplina delle modalità di svolgimento degli allenamenti sportivi all’interno degli stessi luoghi;

– la possibilità di disporre o di affidare alle competenti autorità statali e regionali la riduzione, la sospensione o la soppressione dei servizi di trasporto di persone e di merci o del trasporto pubblico locale;

– la sospensione o la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia, delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni di formazione superiore;

– la limitazione o la sospensione delle attività delle amministrazioni pubbliche, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;

– la limitazione, la sospensione o la chiusura delle attività di somministrazione o consumo sul posto di bevande e alimenti, delle fiere, dei mercati e delle attività di e di quelle di vendita al dettaglio, garantendo in ogni caso un’adeguata reperibilità dei generi alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone;

– la limitazione o la sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo;

– la possibilità di applicare la modalità di lavoro agile a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in deroga alla disciplina vigente;

– la possibilità di imporre alle attività consentite di adottare misure idonee a evitare assembramenti di persone, garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e, per i servizi di pubblica necessità, laddove non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, la previsione di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti di protezione individuale.

la possibilità di escludere dalle limitazioni generalizzate alcune attività economiche, con verifica caso per caso affidata a autorità pubbliche specificamente individuate.

Per la durata dell’emergenza, può essere imposto lo svolgimento delle attività non oggetto di sospensione (ma comunque sospese o in via di sospensione per iniziativa del titolare dell’attività), ove ciò sia assolutamente necessario per assicurarne l’effettività e la pubblica utilità, con provvedimento del prefetto assunto dopo avere sentito, senza formalità, le parti sociali interessate.

Nel caso in cui le misure da adottare riguardino una o alcune specifiche regioni, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sarà adottato su proposta dei Presidenti delle regioni interessate. Nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro della salute può introdurre le misure di contenimento con proprie ordinanze. Inoltre, per specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario, i Presidenti delle regioni possono emanare ordinanze contenenti ulteriori restrizioni, esclusivamente negli ambiti di propria competenza. Le ordinanze ancora vigenti all’entrata in vigore del decreto-legge continuano ad applicarsi nel limite di ulteriori dieci giorni.

In caso di mancato rispetto delle misure di contenimento, il decreto sostituisce la sanzione prevista dall’articolo 650 del codice penale con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro, applicabile comunque salvo che il fatto costituisca reato.

Nei casi di mancato rispetto delle misure previste per pubblici esercizi o attività produttive o commerciali, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.

La violazione intenzionale del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è punita invece con la pena di cui all’articolo 452, primo comma, n. 2, del codice penale (reclusione da uno a cinque anni).

Cliccare i link di seguito per scaricare gli allegati:

– decreto legge 25 marzo 2020 n 19- coronavirus.pdf

– ultimo modello di autodichiarazione



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