- 6 Febbraio 2026
- Posted by: Sara Oldani
- Categoria: News
La Legge di Bilancio 2026 conferma e potenzia l’incentivo per chi sceglie di posticipare il pensionamento. Il cosiddetto Bonus Maroni rappresenta un’opportunità economica significativa per i lavoratori dipendenti del settore privato. Chi decide di restare in servizio oltre i requisiti minimi può incassare direttamente in busta paga la propria quota di contributi previdenziali.
Chi può accedere al bonus nel 2026
L’accesso alla misura per l’anno in corso è destinato a due profili principali di lavoratori privati. In primo luogo, rientrano coloro che hanno già “cristallizzato” i requisiti per Quota 103 entro la fine del 2025. Questi soggetti devono aver raggiunto 62 anni d’età e 41 anni di contributi.
In secondo luogo, il bonus spetta a chi matura i requisiti per la Pensione Anticipata ordinaria (Legge Fornero) entro il 31 dicembre 2026. Nello specifico, la soglia è fissata a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. È importante ricordare che per i dipendenti pubblici vigono regole differenti, spesso associate alle finestre del comparto PA.
Un aumento netto e totalmente esentasse
La novità più rilevante del 2026 riguarda il vantaggio fiscale. La quota spettante al lavoratore, pari al 9,19% della retribuzione lorda, è ora considerata interamente netta. L’importo non concorre infatti alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF.
Questo significa che il beneficio economico non viene decurtato dalle tasse. Ad esempio, una retribuzione lorda di 2.500 euro si traduce in un aumento netto mensile di circa 230 euro. Per ottenere l’agevolazione, è necessario presentare una domanda telematica all’INPS. L’Istituto verificherà il possesso dei requisiti e autorizzerà l’azienda a sospendere il versamento dei contributi.
Decorrenza della misura e possibilità di revoca
L’aumento in busta paga scatta dal mese successivo alla presentazione della domanda. Tuttavia, è necessario che sia già trascorsa la cosiddetta “finestra mobile”. Per il settore privato, questo periodo di attesa è solitamente di tre mesi dalla maturazione del diritto alla pensione.
La scelta di aderire al bonus non è irreversibile. Il lavoratore può esercitare la revoca dell’opzione in qualsiasi momento. In questo caso, l’aumento in busta paga cessa immediatamente. Il versamento dei contributi all’INPS riprende regolarmente, favorendo così un assegno pensionistico futuro più elevato grazie al maggior montante accumulato.
Considerazioni strategiche per il lavoratore
Optare per il Bonus Maroni richiede una valutazione attenta del proprio futuro previdenziale. Si ottiene un guadagno immediato e concreto sulla liquidità mensile. Di contro, l’assegno pensionistico finale risulterà leggermente più basso, poiché non vengono accantonati nuovi contributi durante il periodo del bonus. Resta comunque una soluzione eccellente per chi desidera massimizzare le entrate correnti negli ultimi anni di carriera.