- 6 Febbraio 2026
- Posted by: Sara Oldani
- Categoria: News
Il sistema produttivo italiano può tirare un sospiro di sollievo. La Manovra 2026 ha ufficialmente stralciato il blocco delle compensazioni tra crediti fiscali e debiti previdenziali. Nonostante i timori iniziali, le aziende potranno continuare a utilizzare i propri crediti d’imposta per pagare i contributi INPS e i premi INAIL.
Questa decisione garantisce la necessaria liquidità alle imprese. La scelta del Governo evita che le società debbano versare i contributi in contanti pur avendo crediti bloccati nel cassetto fiscale.
Perché il sistema rimane attivo
Il rischio di una separazione netta tra flussi fiscali e contributivi era concreto. Lo scopo iniziale era aumentare i controlli preventivi sui crediti inesistenti. Tuttavia, la soluzione adottata nel testo finale della Legge di Bilancio non è stato lo stop, ma un potenziamento dei sistemi telematici.
Le imprese possono quindi continuare ad abbattere gli oneri per i dipendenti, gli artigiani e i commercianti. È possibile utilizzare crediti IVA, IRPEF o IRES. Restano inclusi anche i bonus legati alla digitalizzazione e alla Transizione 4.0 e 5.0. Una deroga specifica è stata mantenuta anche per il recupero dei rimborsi da 730 anticipati ai dipendenti.
I paletti per compensare in sicurezza
Anche se lo stop è stato evitato, i controlli sono diventati più rigorosi. Per operare in sicurezza, le aziende devono rispettare criteri precisi:
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Invio Telematico Obbligatorio: ogni modello F24 che contenga compensazioni deve transitare esclusivamente dai canali Entratel o Fisconline. Non sono ammessi i canali bancari privati.
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Visto di Conformità: resta necessario certificare il credito tramite un professionista abilitato oltre determinate soglie di importo.
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Assenza di Debiti Scaduti: la facoltà di compensazione è sospesa se l’impresa ha debiti erariali scaduti superiori a 1.500 euro. La stretta si fa ancora più forte in caso di ruoli complessivi superiori a 50.000 euro.
Cosa è cambiato rispetto alle previsioni
Le prime bozze della Manovra prevedevano un divieto assoluto a partire dal 1° luglio 2026. Questa norma avrebbe creato un solco tra i crediti d’imposta agevolativi e i premi assicurativi INAIL. Grazie alla pressione delle associazioni di categoria e dei professionisti, il Governo ha fatto marcia indietro.
L’unico divieto che rimane confermato riguarda il settore finanziario. Banche e compagnie assicurative, infatti, non potranno beneficiare della stessa flessibilità concessa alle PMI e alle altre attività produttive.
In conclusione, l’unitarietà del modello F24 rimane un pilastro della gestione aziendale. Questa continuità permette alle imprese di gestire i propri flussi di cassa in modo più efficiente. Resta però fondamentale la precisione nelle procedure di invio per evitare il rigetto automatico dei modelli da parte dell’Agenzia delle Entrate.