Nessun lavoratore si candida come RLS? Ecco la procedura per evitare sanzioni nel 2026

In molte piccole imprese e realtà artigiane, capita spesso che, nonostante l’invito del datore di lavoro, nessun dipendente sia disposto a ricoprire il ruolo di Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS). Molti imprenditori commettono l’errore di pensare che, se nessuno si candida, l’obbligo decada. Non è così.

Il “vuoto” che attira le sanzioni

Dal 2025, i controlli incrociati tra INAIL e Ispettorato del Lavoro sono diventati automatici. Se un’azienda dichiara di avere dipendenti ma non comunica il nominativo di un rappresentante (o non attiva la procedura per quello territoriale), scatta un segnale di allerta immediato.

La mancanza di un RLS non è solo un problema burocratico: senza questa figura, il tuo DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) è tecnicamente incompleto, poiché manca la firma per consultazione. In caso di ispezione o, peggio, di infortunio, questo “dettaglio” può trasformarsi in sanzioni amministrative pesanti e responsabilità penali per il datore di lavoro.

La soluzione: il passaggio all’RLST

Se i tuoi collaboratori non intendono candidarsi, la legge prevede un iter preciso per tutelarti. Non basta un accordo verbale: serve un verbale di mancata elezione e la contestuale richiesta di un Rappresentante Territoriale (RLST). Questo professionista esterno garantirà la conformità normativa, effettuerà i sopralluoghi necessari e proteggerà l’azienda da contestazioni legali.

Attenzione: Per i soci-lavoratori la normativa è ancora più stretta per evitare conflitti di interesse. Spesso, per le micro-imprese, l’RLST è l’unica strada percorribile per essere in regola al 100%.

Vuoi sapere come redigere il verbale o come richiedere l’RLST?

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