- 5 Giugno 2026
- Posted by: Sharon Balzaretti
- Categoria: News
Quando si avvicina il momento della dichiarazione dei redditi, ci si trova davanti alla scelta di destinare l’8 per mille, il 5 per mille e il 2 per mille. Spesso confusi tra loro, questi tre strumenti rappresentano in realtà un’opportunità importante per il cittadino: non si tratta di tasse aggiuntive, ma della possibilità di decidere come impiegare una parte delle imposte (IRPEF) che versiamo comunque allo Stato.
La regola fondamentale da ricordare è che le tre opzioni sono indipendenti: si possono esprimere tutte e tre, solo alcune o nessuna. Ecco tutto quello che c’è da sapere per fare una scelta consapevole.
1. L’8 per mille: Stato e Religioni
L’otto per mille (0,8% dell’IRPEF totale) è una quota destinata a scopi di interesse sociale o a carattere religioso.
- Come funziona: Il meccanismo è simile a un sistema di voto. Se decidi di non firmare, la tua quota non rimane a te e non va automaticamente allo Stato, ma viene ripartita proporzionalmente in base alle scelte di chi ha firmato.
- Chi si può scegliere: Lo Stato italiano oppure una delle confessioni religiose che hanno siglato un’intesa (tra cui la Chiesa Cattolica, la Chiesa Evangelica Valdese, le Comunità Ebraiche, l’Unione Buddista e molte altre).
- A cosa serve: Lo Stato utilizza i fondi per emergenze come la fame nel mondo, calamità naturali, edilizia scolastica e beni culturali. Le confessioni religiose li impiegano per il sostentamento del clero, per il culto o per interventi caritativi.
2. Il 5 per mille: Sociale, Ricerca e Territorio
Il cinque per mille (0,5% dell’IRPEF) è la quota pensata per sostenere direttamente il mondo del no-profit e della ricerca.
- A chi va: ONLUS, associazioni di volontariato, enti di ricerca scientifica o sanitaria, università, associazioni sportive dilettantistiche (riconosciute dal CONI o dal CIP) e Comuni di residenza.
- A cosa serve: Finanzia progetti sociali sul territorio, borse di studio, cure mediche, ambulanze e tutela dell’ambiente.
- Il valore del codice fiscale: A differenza dell’8 per mille, qui è possibile inserire il codice fiscale specifico di una singola associazione per aiutarla direttamente.
- Se non firmi: La quota non espressa rimane nelle casse dello Stato.
3. Il 2 per mille: Politica o Cultura
Il due per mille (0,2% dell’IRPEF) è lo strumento più recente. Sulla dichiarazione dei redditi sono presenti due sezioni distinte: una dedicata ai partiti politici (iscritti nell’apposito registro) e una dedicata alle associazioni culturali riconosciute.
- La scelta: È possibile esprimere una sola preferenza tra le due opzioni, destinando la quota a un partito politico oppure a un’associazione culturale.
- A cosa serve: A finanziare l’attività politica o a promuovere eventi culturali, artistici e iniziative locali.
- Se non firmi: Anche in questo caso, la quota non espressa resta allo Stato.
Ricapitolando: Le differenze in sintesi
8 per mille: È destinato allo Stato o alle Confessioni Religiose. Se non firmi, la quota viene divisa proporzionalmente tra gli enti in base alle scelte di chi ha firmato.
5 per mille: È destinato a ONLUS, enti di ricerca o Comuni. Se non firmi, la quota resta allo Stato.
2 per mille: È destinato a Partiti Politici o Associazioni Culturali. Se non firmi, la quota resta allo Stato.
Come esprimere la propria scelta?
Per scegliere a chi destinare queste quote, basta compilare l’apposita scheda presente nei modelli di dichiarazione dei redditi:
- Modello 730 (precompilato o ordinario)
- Modello REDDITI PF (Ex Unico)
Anche chi non fa la dichiarazione può scegliere: Se hai solo un reddito da lavoro dipendente o da pensione e possiedi solo la Certificazione Unica (CU), puoi comunque compilare la scheda allegata e consegnarla gratuitamente alle Poste, a un CAF o telematicamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Per ciascuna misura si può esprimere una sola scelta, apponendo la propria firma nel riquadro corrispondente.