- 4 Febbraio 2026
- Posted by: Sara Oldani
- Categoria: News
L’Agenzia delle Entrate ha lanciato una nuova allerta per una massiccia campagna di phishing. I cyber-criminali stanno inviando migliaia di messaggi falsi che promettono rimborsi IRPEF imminenti. Lo scopo è chiaro: sottrarre dati bancari e credenziali di accesso ai cittadini ignari. Anche se i messaggi imitano perfettamente la grafica istituzionale, si tratta di tentativi di furto molto pericolosi.
🤵Come operano i truffatori: la trappola del link
I malintenzionati utilizzano principalmente due canali: le email (phishing) e i messaggi sul cellulare (smishing). Il messaggio comunica quasi sempre un problema con l’accredito di un rimborso fiscale. Per risolvere il finto intoppo, il testo invita a cliccare su un link esterno.
Questo collegamento porta l’utente su una pagina web identica a quella dell’Agenzia delle Entrate. Qui il sistema chiede di inserire il numero della carta di credito o le password dello SPID. In quel preciso istante, i criminali catturano i tuoi dati. Bisogna ricordare che l’Agenzia delle Entrate non utilizza mai questi metodi. L’ente non richiede mai coordinate bancarie o dati personali tramite semplici messaggi di testo.
👮♂️I segnali per riconoscere un messaggio falso
Imparare a distinguere una comunicazione vera da una falsa è fondamentale. Esistono piccoli dettagli che rivelano l’inganno:
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L’indirizzo del mittente: Controlla sempre chi invia l’email. I truffatori usano indirizzi strani, spesso con domini esteri o nomi simili a quelli ufficiali ma con lettere diverse.
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Il tono allarmistico: Le truffe mettono fretta. Ti dicono che perderai il rimborso se non agisci subito. L’Agenzia, invece, segue tempi burocratici precisi e non mette mai pressione tramite SMS.
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Errori di scrittura: Molti messaggi contengono errori grammaticali o parole tradotte male. Un ente pubblico scrive sempre in un italiano corretto e formale.
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Link sospetti: Se navighi da computer, passa il mouse sopra il tasto senza cliccare. Vedrai l’indirizzo reale del sito. Se non finisce con
.gov.it, è certamente una truffa.
💸La procedura corretta per i rimborsi 2026
Ricevere un rimborso IRPEF legittimo è un processo sicuro che segue regole fisse. Non servono azioni urgenti su link esterni.
In primo luogo, se hai un datore di lavoro o sei pensionato, ricevi il rimborso direttamente in busta paga o nel cedolino. In secondo luogo, se sei un lavoratore autonomo senza sostituto d’imposta, l’Agenzia invia un bonifico. Questo però accade solo se hai precedentemente inserito il tuo IBAN nel portale ufficiale.
Per verificare qualsiasi comunicazione, esiste una sola strada sicura: il Cassetto Fiscale. Accedi autonomamente al sito dell’Agenzia delle Entrate usando SPID, CIE o CNS. Solo all’interno della tua area riservata puoi trovare i documenti reali e le notifiche ufficiali sui pagamenti in arrivo.
🚨Cosa fare se hai cliccato per errore
Se hai inserito i tuoi dati su un sito sospetto, devi agire immediatamente. Contatta la tua banca e blocca le carte di credito coinvolte. Successivamente, cambia le password dei tuoi account digitali e denuncia l’accaduto alle autorità competenti. La prevenzione resta comunque l’arma migliore: cestina sempre i messaggi che chiedono dati sensibili e non cliccare mai su collegamenti sconosciuti.